E-mail marketing: la differenza la fa il one -to- one.

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Le campagne di email marketing, per le aziende, rappresentano il metodo più efficace per mantenere un contatto con i clienti.
Ma il successo di una campagna si basa sul tasso di apertura e di click che le e-mail inviate ricevono, quindi se nessuno le legge, una campagna non otterrà il risultato sperato.Per chiunque si occupi di marketing digitale, vedere le e-mail inviate durate in una campagna finire nello spam, è uno dei principali problemi perché non ha la possibilità di comunicare il messaggio che desidera.

Esistono molti modi per evitare di finire nelle liste di spam, sia dal lato tecnico che da quello del marketer,come non mandare email a chi non ha espresso il consenso, non effettuare invii massivi ma piuttosto concentrarsi sula qualità del messaggio che intendiamo comunicare evitando di intasare le caselle di posta degli utenti.
Infatti nel corso dell’attività di e-mail marketing, si rischia spesso di perdere di vista l’importanza di concentrare le proprie energie su un target specifico, costituito da contatti profilati e verificati, e si cede alla tentazione di acquistare delle liste di indirizzi e-mail.

Proprio per evitare che vengano acquistate liste di indirizzi, i gestori delle blacklist creano filtri sempre più complessi, come  le spamtraps cioè degli indirizzi e-mail non assegnati ad una persona, che permettono loro di capire se le email sono inviate attraverso liste legali o meno.
Vi ricordiamo che è illegale inviare email commerciali o di marketing ai contatti che non hanno esplicitamente espresso il loro consenso.

Come lo capiscono? Semplice perché rilevano il tuo invio verso questi indirizzi-trappola!

Le Spamtraps possono essere:

  • Indirizzi e-mail obsoleti, non più utilizzati
  • Indirizzi fittizi, creati appositamente per individuare chi effettua spam
  • Indirizzi non validi

Come agiscono?

Nel caso di indirizzi riciclati i gestori delle blacklist riutilizzano vecchi indirizzi e li inseriscono in delle liste come Spamtraps.
Gli indirizzi trappola invece vengono inseriti nel codice HTML di alcuni siti. I bot che copiano gli indirizzi email dai portali e dai siti internet li intercettano e li inseriscono nelle liste di e-mail che vengono vendute online. Quindi quando viene invita una mail ad uno di questi indirizzi, viene segnalata come spam.

Come accertarsi di avere delle liste pulite?

Per assicurarsi che le proprie liste non abbiano al loro interno delle spamtrap, effettua questi controlli:

  • Semplifica la procedura d’iscrizione alle tue liste. Se chiedi troppe informazioni l’utente inserirà più facilmente dei dati falsi, perciò chiedi solo i dati necessari alla tua realtà aziendale;

 

  • Nelle form chiedi sempre la conferma dell’indirizzo e-mail e tieni nelle tue liste solo i contatti verificati;

 

  • Pulisci la lista dopo ogni invio;
     
  • Non comprare database se non si è sicuri della loro provenienza.

 

Basta avere delle liste pulite?
La risposta è no.

Quello che veramente può fare la differenza è un cambio di mentalità ed effettuare un passo avanti nella vostra strategia di marketing.

Come? Abbandonando il metodo, ormai obsoleto, dell’invio massivo e spersonalizzato per passare ad una visione one-to-one dell’email marketing.

Oggi, grazie alle piattaforme di marketing automation è infatti possibile personalizzare i testi in base ai diversi Buyer personas delineati e creare quindi un messaggio che risponda meglio alle caratteristiche dei vostri utenti.

La parola d’ordine orami è “Customer experience Frist”, cioè puntare su messaggi personalizzati che puntino a coinvolgere l’utente mostrando che la vostra attenzione è rivolta proprio verso di lui.

 


Customer Experience, Digital Marketing, Lead Nurturing, Marketing Automation
Ritratto di sarat

Autore: Sara Trappetti

Marketing & Comunicazione

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